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La mostra era corredata anche da interventi musicali registrati, se non
erro. Con quale finalità? N.F. Avendo ampia possibilità
di manovra e la fiducia del proprietario, progettai la mostra come un
incontro-evento tra musica e pittura. Le opere, che noi componevamo sulla
fissità di un supporto, dovevano essere in sintonia simultanea
con la ricerca musicale contemporanea, senza distinzione di campi, dal
sinfonico, al jazz, al leggero, da quando, appunto, persino nella musica
cosiddetta “seria”, si potevano rintracciare sonorità
prese dal jazz o dalla musica leggera. Alla Biennale di Venezia del ’62,
avevo conosciuto Luigi Nono, che già mescolava la musica elettronica
con quella strumentale. Da qui, la necessità di dar conto del panorama
della ricerca contemporanea senza |
precluesioni
di sorta, né di generi artistici, né di spazi espositivi.
Le musiche strumentali ed elettroniche, erano di Kagel l’argentino,
di Grossi, Koenig, Chiari e Gelmetti. Non erano presenti alla mostra,
tuttavia, né le opere di Carrino, impegnato a Taranto, né
quelle di Biggi, per altri motivi. Ma, in compenso, erano con noi Dorazio
e Turcato che avevano aderito d’istinto alla manifestazione. Il
modello espositivo, da me lanciato, fu ripetuto ed ampliato alla poesia,
nella mostra “Scelte e Proposte” del Castello Cinquecentesco
dell’Aquila. E nell’ottobre ’63, a Palermo, i poeti
invitati all’Aquila - Sanguineti, Giuliani, Pagliarani, Balestrini
e Porta - non credo a caso, formarono il Gruppo ’63! • Nel fermento dei gruppi di quegli anni, quali furono le relazioni che riusciste a stabilire? N.F. Nel giugno ’63 alla Biennale Internazionale di San Marino, nota come la Biennale dei Gruppi, in quanto ne proponeva la prima panoramica europea, conoscemmo gli esponenti del Gruppo Zero (Mack, Piene e Uecker) e dell’Equipo ’57, a cui ci univa, in diversi modi, l’utilizzazione di materiali scabri ed essenziali ed il rigore della ricerca, in una commistione di spoglia necessità delle forme e di qualità liriche o mistiche, in cui si riassumeva lo spirito etico e laico del nostro atteggiamento. |
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