Nato
Frascà è nato il 21 gennaio
del 1931 a Roma, dove ha vissuto e lavorato per gran parte della sua vita. Compiuti gli studi classici, si iscrive alla Facoltà
di Architettura che lascerà dopo tre anni per dedicarsi completamente
alla pittura nel 1950. Nel 1955 vince la borsa di studio del Centro
Sperimentale di Cinematografia di Roma e frequenta contemporaneamente
l’Università delle Scienze Sociali Pro Deo (oggi LUISS).
Nel 1961 vince la borsa del Governo Francese per un artista italiano
e si trasferisce a Parigi dove frequenterà i corsi di incisione
dell’Atelier 17 di W. S. Hayter, entrando in contatto, fra
gli altri, con Giacometti, Magnelli, Fautrier, Hartung, César,
Arman e Calder. Nel 1962 rientra a Roma, dove promuove la fondazione
del Gruppo 1 - che si colloca tra i principali gruppi europei di
ricerca degli anni Sessanta – insieme a Santoro, Pace, Carrino,
Uncini e Biggi. In esso avrà un ruolo determinante per la
formulazione teorica, la redazione dei manifesti e quale animatore.
Dal 1962 al 1967, esporrà con il Gruppo nelle principali
manifestazioni artistiche nazionali ed internazionali. L’attività
parallela dal 1957, di scenografo e arredatore e la stretta collaborazione
con i maggiori registi italiani (Antonioni, Visconti, Bolognini,
Dino e Nelo Risi ) dal 1961 al 1969 favoriscono l’elaborazione
del suo primo film d’artista: “Kappa” (’65),
cui seguiranno, nel 1978 “Soglie” e nel 1980 “Identikit”.
L’esperienza di collaborazione come regista con la televisione
italiana, tra il 1967 e il 1970, completa il quadro di un’apertura
delle arti performative, che ha un peso strategico nell’economia
del suo complesso universo artistico. Mentre la sua vicenda di artista
è al pieno, inizia nel 1965 anche la sua attività
pedagogica che ad essa si lega inscindibilmente; G.C. Argan lo chiama
a dividere con lui la Cattedra di Esercitazioni Visive per la fondazione
dell’Istituto Superiore di Industrie Artistiche (ISIA) e nel
1975 sarà nominato per chiara fama alla Cattedra di Teoria
della Percezione e Psicologia della Forma dell’Accademia di
Belle Arti di Carrara , poi a quella di Roma, dove ha insegnato
sino al 1998. Dal 1964 al 1982, la ricerca sulla percezione si dilata
progressivamente in direzione dell’ambiente, prima con la
creazione di forme e strutture che segnano l’uscita dal cubo
spaziale ( Modulari Cubici e Gabbia Cubica del 1964/65 e, in seguito,
gli Strutturali Varianti del ’66 e il Rebis del 1967), poi
con la costruzione di veri e propri “Ambienti” (Ambiente
Prospettico Polivalente, 1971 e 1974) che integrano la dimensione
fisica a quella visivo- mentale; in seguito, con un percorso a ritroso
che mette a fuoco sempre più distintamente la componente
immaginativo-onirica che è all’origine della sua ricerca,
con una riscoperta del mito, del gioco autoironico, che induce la
produzione di oggetti e pitture, dotati di nuova corporeità
e azioni e performances dello stesso artista, che testimoniano dell’acquisizione
di una diversa consapevolezza e di nuovi orizzonti operativi. Dal
1982 Frascà sviluppa un nuovo orientamento: lo studio degli
aspetti psicologici che danno vita all’Icona (psiconologia),
che applica anche alla storia dell’arte, ed in parallelo,
l’analisi dello “Scarabocchio” degli adulti da
cui risale alla condizione prenatale, che pratica grazie ad un apposito
laboratorio d’indagine e di terapia. Nel 1983, il presidente
della Società Psicoanalitica Italiana, Franco Fornari, direttore
dell’Istituto di Psicologia della Facoltà di Lettere
e Filosofia dell’Università di Milano e noto saggista,
lo invita a presentare ufficialmente i risultati della sua ricerca
“psiconologica” al I Convegno Internazionale “Psicoanalisi-Arte-
Persona” (Milano), dove anche Cesare Musatti e Davide Lopez
gli esprimeranno grande apprezzamento ed interesse per la nuova
metodologia di analisi caratteriale messa a punto. Invitato a collaborare
con i gruppi dell’International Society for the Study of Prenatal
Psycology (ISSPP), nell’ ’85, tiene contemporaneamente
conferenze, corsi e seminari presso l’Istituto di Psicoterapia
Analitica e Sophia University of Rome (IPA-SUR), presso la Comunità
Mayeusis di Capena, lavorando con casi di tossicodipendenza e malattie
mentali, in cui raggiunge risultati di notevole interesse. Dall’
’87 fa parte del direttivo della Società Internazionale
di Antropologia del Prenatale di Roma (S.I.A.P.). Invitato dall’epistemologo
Ervin Laszlo a far parte del Club of Budapest come Creative Member
è, inoltre, nominato Consultor Member della Global Cooperation
for the Better World e collaboratore dell’International Committee
for Integral Science e del General Evolution Research Group. Il
libro: “L’Arte, all’ombra di un’altra luce-Viaggio
nello scarabocchio degli adulti attraverso la Psiconologia”
suggella nel 1998 questo lungo percorso di esperienze e di ricerche
a cui, segretamente, dal 1985, si riaffianca come luogo privilegiato
che condensa, riassorbe e vivifica ogni linea di percorso, la pittura,
vita consacrata da un distillato di “amore totale”,
che si svolge nel “rito” quotidiano. In questo anno riprende l’attività pittorica realizzando le serie di “Orizzonti dei Confini”, “Nidisegni”, “Panoplie” dedicate a Borromini, “Nottagoni”, “Jeux de Printemps”, modelli di sculture monumentali e in tiratura, progetti di installazioni. Nato Frascà lavora con incredibile energia a tutti i suoi progetti fino a quando, a Roma il 1 aprile 2006, conclude la sua esperienza terrena. |